Terra di passaggio: la traversata del Mare e Monti in 3 giorni con Damien Largeron

Tra mare e montagna, la Corsica offre alcuni dei terreni più spettacolari d’Europa per chi pratica trail running. Mentre il celebre GR20 attira ogni anno appassionati da tutto il mondo, altri itinerari meno conosciuti permettono di scoprire l’isola da una prospettiva diversa. È il caso del Mare e Monti, un trail che attraversa la costa occidentale tra Calenzana e Cargèse, alternando tratti tecnici, villaggi isolati e panorami sul mare aperto.

Nell’aprile 2026, Damien Largeron è partito con gli amici Antoine e Hugo per una traversata di tre giorni in autosufficienza. Il loro obiettivo: percorrere circa 120 chilometri e affrontare 6.000 metri di dislivello positivo, muovendosi esclusivamente sui sentieri.

«La nostra idea era semplice: scoprire un’alternativa al GR20 e vedere che cosa avesse davvero da offrire questo percorso».

Il risultato: tre giorni di sforzo sostenuto, adattamento continuo al terreno e immersione totale in uno degli ambienti più selvaggi del Mediterraneo.

Giorno 0: Dalla vita quotidiana all’impegno totale – La Vanoise → Corsica

Mercoledì 8 aprile, ore 4:50. La sveglia è brutale, ma la motivazione prende il sopravvento. Si parte dalla Savoia verso la Corsica, tra treni e un traghetto che segnano già l’inizio dell’avventura.

I giorni precedenti sono stati intensi e il corpo cerca ancora di recuperare dopo diversi giorni di allenamento impegnativo e la prima gara di trail dopo l’inverno. Anche il recupero è stato molto attivo: scialpinismo, arrampicata, trail running… Il riposo resta relativo. Ma questa è la realtà sul campo: imparare a convivere con la fatica e continuare a dare il massimo.

Sulla carta, il piano è semplice: andare da Calenzana a Cargèse in 3 giorni. Nella realtà, è tutta un’altra storia.

Giorno 1: Trovare il ritmo – Calenzana → Galéria

41 km | 1.700 m D+

La traversata inizia nel villaggio di Calenzana, un punto di partenza ben noto agli escursionisti perché da qui comincia anche il GR20. I primi chilometri seguono infatti lo stesso trail, prima che il Mare e Monti si dirami gradualmente verso la costa.

Il terreno alterna rapidamente single track corribili, tratti rocciosi e sentieri in cresta con ampie vedute sulla baia di Calvi. Fin dalle prime ore, l’ambiente mostra ciò che rende unico il trail running in Corsica: un intreccio continuo di mare e montagna, con panorami che cambiano a ogni salita.

«Mi piace tantissimo: il mare da una parte, le cime innevate dall’altra».

Avanzano senza intoppi, ma il terreno resta impegnativo. Dopo circa 40 minuti, Antoine cade rovinosamente su un tratto roccioso. Un promemoria che sui sentieri corsi basta un attimo di distrazione. Per fortuna è più lo spavento che altro e i tre riprendono presto il loro ritmo.

La giornata prosegue tra pinete e attraversamenti in cresta. Le sorgenti naturali diventano essenziali per essere autosufficienti, soprattutto mentre il caldo aumenta gradualmente. Dopo circa 1.500 metri di salita, il percorso scende lungo una discesa verso Galéria.

L’ultimo tratto ondulato mette già alla prova il fisico.

«Le nostre caviglie, più abituate agli scarponi da sci che alle scarpe da trail, iniziano a protestare».

L’arrivo a Galéria segna la prima vera pausa. Ospitato da una persona del posto, il gruppo si gode un pasto sostanzioso e un po’ di recupero prima della tappa più dura.

Giorno 2: Sfida fisica e mentale – Galéria → Évisa

45 km | 3.100 m D+

Con oltre 3.000 metri di dislivello positivo, il secondo giorno è il più impegnativo dal punto di vista fisico. Il percorso segue perlopiù la costa, attraversando villaggi difficili da raggiungere e sentieri a picco sul mare, alternando tratti corribili e tecnici.

I 45 chilometri si susseguono tra paesaggi spettacolari e selvaggi. La sensazione di isolamento è totale.

«Non ci aspettavamo un impatto visivo così forte».

Uno dei momenti più belli è l’arrivo a Girolata, un villaggio raggiungibile solo a piedi o in barca. Adagiato in una baia turchese, contrasta nettamente con la solitudine del trail.

Nonostante la tentazione di fermarsi più a lungo, il trio riparte rapidamente verso Porto lungo un sentiero costiero particolarmente tecnico. Le temperature salgono e gestire le energie diventa fondamentale.

L’ultimo tratto attraversa le gole della Spelunca, lungo un trail lastricato in pietra che si snoda tra imponenti pareti di granito: uno scenario spettacolare per gli ultimi chilometri.

Ma resta un’ultima sfida: una salita di 600 metri per raggiungere Évisa. Dopo oltre dieci ore di sforzo, ognuno avanza al proprio ritmo.

L’arrivo in hotel la sera segna la fine di una tappa impegnativa e conferma che il traguardo è ormai vicino.

Giorno 3: Fino in fondo – Évisa → Cargèse

35 km | 1.250 m D+

L’ultima tappa è la più breve, ma resta tecnicamente impegnativa. Dopo due giorni intensi, la fatica si accumula e per avanzare serve pazienza.

«I muscoli sono rigidi e la mente è un po’ provata».

Il trail attraversa una macchia mediterranea arida e rocciosa, dove il caldo si fa presto opprimente. Subentra la stanchezza mentale. Le salite sembrano più lunghe, il silenzio prende il sopravvento e ogni runner avanza al proprio ritmo.

«Tengo duro, faccio fatica, poi accetto questa stanchezza profonda».

A poco a poco il paesaggio si apre e compaiono i primi scorci della costa. La meta diventa concreta: Plage de Peru.

Spinti dal desiderio di raggiungere il mare e tuffarsi nell’acqua che li ha accompagnati per tre giorni, accelerano di nuovo il passo. L’ultimo tratto diventa più corribile prima di raggiungere la costa vicino a Cargèse, dove la spiaggia di Peru segna il traguardo simbolico.

Dopo tre giorni di fatica, il Mediterraneo diventa la ricompensa finale.

«Il vento, le onde, il sale. Siamo esausti, ma felici».

Le parole finali di Damien

«Ogni giorno ci ha stupiti. Continuavamo a scoprire paesaggi incredibili, uno dopo l’altro. Il nostro obiettivo era esplorare un’alternativa al famoso GR20 e non siamo rimasti delusi.

Che privilegio vivere tutto questo con nient’altro che le nostre gambe e uno zaino. Viene voglia di esplorare ogni trail dell’isola. L’Isola della Bellezza si è davvero dimostrata all’altezza del suo nome. Una cosa è certa: torneremo».